IL TRAMONTO DELLA CHIESA

 Come il mondo di oggi, anche la Chiesa va al tramonto.

Ma non nella sua essenza...solo negli accessori.

E par poco, quando questi avevano preso il posto dell'essenza?

La contrarietà alla Chiesa, oggi, è una grazia, che la purifica, e la fa ritornare al meglio di ciò che è, e non a ciò che si credeva di essere.

Il tramonto della Chiesa annuncia un'alba nuova per la fede.

E' un tempo cruciale, sì, ma non mortale.

E' il tempo della morte rivisitata e riproposta come il Cristo la vuole, nè più nè meno.

Prima non era possibile...aveva troppo potere; ora, che il potere viene meno, appare il vero potere della Chiesa: quello della croce, niente oltre questo.

Per cui, ogni avversità o persecuzione, volta a annientarla, sarà invece una semente per una una crescita.

E' arrivato il tempo, oggi, di questo rinnovamento, non esterno e visibile, ma interno e pienamente vivibile, da tutti.

OCCUPARE

Occupare, oggi, è la forma più elegante per esprimere violenza e violazione, con la coscienza del diritto imposto e del dovere nascosto.

Ogni occupazione preclude al dialogo, che viene ritenuto come offesa del diritto e menomazione dell'azione avvallante per la quale si iniziata l'occupazione.

In ogni occupazione, ogni debole viene rivestito di autoritarismo e sminuito - senza che lui se ne accorga - di una qualsiasi autorità, che viene relegata e delegata invece al vertice dell'iniziativa occupazionale. Vertice che resta sempre se non nascosto, almeno nell'ambiguità della sua identità.

Occupare inoltre è un tunnel che porta a una non uscita, a nessuna soluzione, e quindi resta in definitiva un autogoal che viene inflitto a chi partecipa, anche in prima persona, esponendosi fino a rischiare la vita, seguendo un ideale mai concreto e destinato a finire nella stessa occupazione.

Per assurdo, nell'occupazione non ci si preoccupa di niente al di fuori della stessa azione violenta, e imponendo la quale ci si sente autorizzati a valicare ogni tipo di legge ritenuta incapace per il progresso.

Infine, potremmo concludere con la seguente attestazione: ogni occupazione è una forma diversa ma accomunata alla droga: capace di dare piacere a chi la fa, senza un cambiamento di chi la usa, ma richiedendo a tutti una sola cosa: "lasciateci nel ghetto ancora un po'...". 

UN MONDO CHE VA SEMPRE PIU'... AL DIAVOLO!

Anche il Diavolo oggi si è evoluto, e ha cambiato tattica, risultando, almeno per questi nostri giorni, sempre vincente.

C'è ancora speranza, allora, a questo mondo? Boh...si dice che la speranza è l'ultima a morire...ma non è vero: l'ultima a morire, dopo la speranza, è proprio la morte. Quindi..?

C'è comunque una certezza: che oggi tutto va al diavolo, grazie alle tre colonne sulle quali si imposta la tattica del male: il piacere, il potere e la grandezza. Di queste cose, tutti ne siamo succubi, specialmente, oggi, non nel fare il male, ma proprio nel fare il bene. E questo magico incantesimo ci illude, ci seduce e ci inganna sempre più.

E poi, chi dice ancora che il male non è personale, visto che solo un'intelligenza sopraffina può arrivare a gestire tutta questa tattica, cominciando dal suo presupposto: far credere che Lui non esista?

L'invisibile - e qui Satana è pienamente d'accordo con Dio - è infinitamente più concreto ed efficace del visibile!

Tutto oggi va al diavolo, cominciando dalla mistica più alta e dalle liturgie più solenni, inquinando ogni preghiera di ogni religione, e l'immagine di ogni dio, che fra l'altra, alla fin fine, risulta essere l'immagine dei problemi umani da risolvere.

C'è speranza?... C'è questa certezza!...

Solo specchiandoci in questa situazione c'è la sola soluzione.

QUALE PAPA?

A me piace questo Papa, non mi piace quest'altro...

A livello soggettivo, tutti i Papi sono piacevoli e discutibili, a seconda del gusto del soggetto che lo prende in considerazione.

 Ma fin che è giusta la valutazione soggettiva, in questo caso?

Se guardiamo dal nostro punto di vista umano, possiamo dare il nostro giudizio sul Papa pro o contro.

Ma se consideriamo il punto di vista oggettivo, cioè quello della storia del Papa in questione, dobbiamo solo dire e attestare: questo Papa è il Papa giusto per questa storia, non quella di prima o di dopo, e che la storia ci ha dato, come segno per noi tutti, credenti o no.

Alla fin fine, dobbiamo attestare che, secondo la sua storia, ogni Papa, con i suoi pregi e i suoi difetti, è stato il Papa che ci voleva allora, in quel momento e in quella situazione: era il segno del tempo.

E il tempo, carissimi noi, ci supera in assoluto, in tutte le nostre storie.

E in tutti i nostri gusti e disgusti.

I VIP DEL MALE

La nuova moda: scambiare il bene con il male.

E così, chi fa il bene, viene taciuto, chi fa il male, è benvoluto.

Fare male è bene, fare bene è male.

Di più: chi fa il male, viene esaltato come un vip!

Trova seguito e seguaci, proprio perchè è trasgressivo e innovativo, rispetto a chi facendo il bene resta nella tradizione.

Fare il bene è equilibrio, serenità e pazienza, umiltà,...

Fare il male è scombussolare, rinnovare, uscire dallo schema, portare al massimo se stessi oltre e contro ogni legge.

Fare il bene è esempio, fare il male è calamita forte.

L'esempio nasce da un consenso dell'intelligenza e della volontà, la calamita attira a seconda della fragilità e dell'istintività.

Alla fin fine, vince il male in apparenza, ma il bene esce fuori da ogni sua escremenza, proprio come dal letame sorgono fiori e semenze nuove.

ANDARE OLTRE

Andare contro, andare pro, sì, sì, può andar bene a me o a te.

Ma ormai più nessuno oggi pensa a poter (o dover) andare oltre.

Sta' dove sei, fa' quel che fai, pensa come sempre, come tutti, come chi la pensa come te.

Andare fuori dallo schema tradizionale è visto come un agire inutile, causato da un malessere psicologico, o da un esaurimento nervoso che porta alla depressione.

Eppure, andare oltre non era la radice del progresso, non è profezia e stuzzicare a curiosare nel futuro futuribile, cioè quello collegato concretamente al presente?...

Ricchi di tradizione, ma...poveri illusi, potremmo dirci.

Andare oltre, anche se al momento è delusione proprio perchè collegato all'incomprensione, eppure è generare un seme di rinnovamento, di apertura, un mettersi in gioco.

Ma forse, a chi interessa oggi mettere se stesso in gioco, quando di giochi e di tattiche di gioco in ogni settore ne è pieno il mondo?...

Pieno di giochi, senza mettersi in gioco...e questo diventa sempre più un "giogo" pesante, ma sotto il quale stare fino alla fine, perchè presentato come il gioco del piacere.

DISUMANITA'

In ogni settore, le scelte avvengono sempre più non solo dimenticando i diritti e i doveri di ciascuno, ma solo affidandosi al piacere.

Faccio quello che mi piace: questo è il mio diritto, questo è il mio dovere.

La coscienza viene sottoposta alla sola logica che il mondo di oggi conosce, e tutto guida, cioè il denaro.

Lo faccio per...i soldi, alla fin fine. 

Anche nei casi più sublimi e alti, partiti con l'ideale e bandiera del bene, tutto si infanga e si mimetizza dietro la facciata del valore monetario.

In effetti, questo è un disvalore, ma essendosi assunto a dio, è ben mimetizzato dal bene, e tutti riunisce in una unica comunità: quella della logica assoltata: al soldo.

Siamo sempre di più, oggi, e sempre più assoldati a questa logica illogica che tutti ci unisce con un solo obiettivo.

In questa unione di massa, assoldati e ansiosi alla ricerca di quest'unico e sommo bene, viene sempre meno una cosa: l'umanità.

Cresce il processo della disumanità, recede il progresso dell'umanità.